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Emanuele CaggegiDottore Commercialista e Revisore Legale

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Regime forfettario: differenza tra 85.000 e 100.000 euro

Superare 85.000 euro e superare 100.000 euro produce effetti diversi: uscita dal forfettario, IVA e controlli sugli incassi.

Le due soglie non sono alternative

Nel regime forfettario, 85.000 euro è il limite ordinario dei ricavi o compensi per l’accesso e la permanenza, con il ragguaglio ad anno quando previsto. Se durante l’anno superi 85.000 euro ma non 100.000 euro, l’uscita avviene dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, il regime cessa già nell’anno del superamento.

Le regole sono contenute nell’articolo 1 della legge 190/2014, come modificato dalla legge 197/2022. La circolare 32/E del 2023 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità applicative. Qui consideriamo queste soglie: gli altri requisiti e le cause ostative restano da verificare.

A 85.000 euro esatti il limite non è superato

Consideriamo un’attività svolta per l’intero anno e un contribuente legittimamente in forfettario all’inizio del periodo. Con 85.000 euro il requisito quantitativo è rispettato. Con 90.000 euro si mantiene il regime per quell’anno e se ne esce nel successivo. Con 100.000 euro esatti si è ancora nel caso dell’uscita dall’anno dopo.

Il superamento immediato richiede un importo superiore a 100.000 euro. La differenza fra raggiungere e superare conta: non trattare le due situazioni come equivalenti. Gli esempi non sostituiscono il ragguaglio richiesto per attività iniziate in corso d’anno.

Oltre 100.000 euro cambiano imposte dirette e IVA

Il reddito dell’intero anno del superamento viene determinato con le regole ordinarie, senza applicare l’imposta sostitutiva forfettaria a una prima porzione dell’anno. È quindi necessario ricostruire correttamente anche i componenti dell’attività rilevanti per la determinazione del reddito.

Ai fini IVA, la legge fa decorrere l’imposta dalle operazioni che comportano il superamento. La prassi chiarisce il ruolo dell’incasso e il trattamento dell’operazione che determina il passaggio: non si applica semplicemente l’IVA ai soli euro eccedenti 100.000. Se la fattura è stata emessa prima dell’incasso, occorre valutare gli adempimenti di integrazione secondo il caso concreto.

Soglie per un’attività esercitata per l’intero anno
Ricavi/compensi percepitiEffetto delle sole soglie
Fino a €85.000 compresiRequisito quantitativo rispettato
Oltre €85.000 e fino a €100.000 compresiUscita dall’anno successivo
Oltre €100.000Uscita nello stesso anno

Si presuppone il legittimo accesso iniziale. Restano gli altri requisiti, le cause ostative e le regole per attività iniziate in corso d’anno.

Monitora gli incassi, non soltanto le fatture emesse

Per le soglie del forfettario occorre seguire ricavi e compensi percepiti secondo le regole del regime. Il totale delle fatture emesse può differire dalle somme incassate. Tieni un prospetto aggiornato che colleghi documento, importo e data del pagamento, includendo gli acconti rilevanti.

Con più attività non hai una soglia separata per ogni codice ATECO: la legge richiede di considerare la somma pertinente. Se sei vicino ai limiti, il controllo va fatto prima di gestire un nuovo incasso, per preparare correttamente fatture e contabilità. Il frazionamento artificioso delle operazioni non è un metodo di pianificazione.

Un esempio di superamento durante l’anno

Hai già percepito 98.000 euro e ricevi un ulteriore compenso di 5.000 euro: il totale sale a 103.000 euro. Non si tratta del solo passaggio dall’anno prossimo. Occorre gestire l’uscita nello stesso anno, il trattamento IVA dell’operazione e la determinazione ordinaria del reddito annuale.

Per chi inizia in corso d’anno, la circolare 32/E precisa che il limite di 100.000 euro non si ragguaglia alla frazione di anno. La verifica del limite ordinario di 85.000 euro segue invece la propria regola di ragguaglio. Confondere le due verifiche può portare a scegliere il regime sbagliato per l’anno successivo.

Organizza il passaggio prima che diventi un’urgenza

Prepara incassi aggiornati, fatture da riscuotere e documenti dei costi. Il cambiamento incide anche sulla gestione dei prezzi, dei documenti e degli adempimenti: va stimato sul tuo caso. Se hai un lavoro dipendente, verifica separatamente il limite di 35.000 euro applicabile nel 2026.

Per impostare apertura o gestione puoi consultare il servizio Partita IVA. Un controllo tempestivo permette di affrontare la crescita conoscendo gli effetti del regime, senza decidere guardando soltanto il fatturato.

Domande frequenti

A 100.000 euro esatti esco subito?

No, per questa soglia l’uscita immediata richiede il superamento. Avendo superato 85.000 euro, si esce comunque dall’anno successivo.

Lo stipendio va sommato agli 85.000 euro?

Non per costruire questa soglia dei ricavi e compensi. I redditi dipendenti e assimilati hanno una distinta verifica di accesso.

Se supero 100.000 euro pago l’IVA solo sulla differenza?

No. Occorre trattare l’operazione che determina il superamento secondo le regole e i chiarimenti dell’Agenzia, non applicare una franchigia di 100.000 euro.

Per approfondire

Normattiva · Legge 190/2014, art. 1, commi 54, 55 e 71Agenzia delle Entrate · Circolare 32/E del 5 dicembre 2023, archivio MEF

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