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Emanuele CaggegiDottore Commercialista e Revisore Legale

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Regime forfettario o ordinario: quale conviene davvero?

Forfettario o ordinario: confronta costi reali, IVA, contributi, clienti e investimenti. Un metodo pratico per scegliere oltre le sole aliquote.

Prima verifica se puoi scegliere, poi confronta il risultato

Il forfettario può essere conveniente quando i costi sono contenuti e ne ricorrono i requisiti; la tassazione ordinaria può diventare più adatta con acquisti rilevanti, investimenti, specifiche esigenze IVA o una struttura in crescita. Non esiste una percentuale di spese che dia la risposta corretta per tutte le attività. Il confronto deve misurare il denaro che rimane dopo costi, imposte e contributi, a parità di ipotesi commerciali.

Il primo passaggio è verificare l’accesso: il forfettario è riservato alle persone fisiche e presenta requisiti e cause ostative. Non è un’opzione per una SRL. Se manca una condizione, la domanda diventa come organizzare il regime applicabile, non quale aliquota sarebbe preferibile pagare.

Ricavi, reddito fiscale e denaro disponibile sono tre grandezze diverse

Nel forfettario i ricavi o compensi percepiti vengono moltiplicati per il coefficiente di redditività dell’attività. I costi effettivi non vengono dedotti uno per uno; i contributi obbligatori seguono la deduzione prevista dalla legge. L’imposta sostitutiva è normalmente il 15%, oppure il 5% per il periodo iniziale e alle condizioni richieste. Le spese reali restano però denaro che esce dal conto, anche quando non riducono l’imponibile.

Nella tassazione ordinaria della persona fisica il reddito si determina considerando i componenti fiscalmente rilevanti con le rispettive regole e si applica l’IRPEF progressiva, oltre alle addizionali. «Ordinario» qui indica il trattamento fiscale rispetto al forfettario: non significa che ogni attività debba necessariamente adottare la contabilità ordinaria invece di quella semplificata.

Due professionisti con gli stessi compensi possono fare scelte diverse

Immaginiamo due attività con 60.000 euro di compensi incassati e coefficiente forfettario del 78%. La prima sostiene 6.000 euro di costi, la seconda 26.000. Nel forfettario il reddito prima della deduzione dei contributi resta 46.800 euro per entrambe. Il margine monetario prima di imposte e previdenza è invece rispettivamente 54.000 e 34.000 euro.

Nella tassazione ordinaria, se ipotizziamo per semplicità tutti quei costi fiscalmente deducibili nello stesso anno, i due redditi prima dei contributi sarebbero differenti. La tabella mostra solo questa differenza di meccanismo: non dimostra da sola quale regime lasci più netto. Restano da calcolare contribuzione, imposte, IVA e situazione personale. Per ricostruire il budget completo trovi anche i costi della Partita IVA nel 2026.

Esempio: stessi compensi, costi diversi
VoceAttività AAttività B
Compensi incassati€60.000€60.000
Costi effettivi ipotizzati€6.000€26.000
Reddito forfettario lordo, coefficiente 78%€46.800€46.800
Ricavi meno costi, ipotizzati interamente deducibili€54.000€34.000

Importi prima dei contributi e delle imposte. IVA esclusa per isolare il meccanismo; non è una simulazione del netto né un criterio automatico per scegliere il regime.

L’IVA conta insieme alla tipologia di clientela

Nel forfettario, in via ordinaria, non addebiti IVA sulle operazioni attive e non detrai quella sugli acquisti. Un acquisto da 100 euro più 22 euro di IVA comporta quindi un esborso di 122 euro che resta a tuo carico. Nella gestione IVA ordinaria quei 22 euro possono essere detraibili se ne ricorrono le condizioni: detrazione non significa però rimborso immediato né recupero integrale in ogni caso.

Se lavori soprattutto con privati che confrontano prezzi finali, introdurre l’IVA può incidere sul prezzo o sul tuo margine. Se lavori con imprese che possono detrarla, il confronto commerciale può essere diverso. Attività esenti, detrazioni limitate e operazioni estere richiedono verifiche specifiche: non applicare a tutte le attività la stessa simulazione IVA.

Contributi e detrazioni personali possono cambiare il confronto

Non mantenere automaticamente lo stesso importo INPS nei due scenari: la base contributiva può cambiare con il reddito determinato fiscalmente. Per artigiani e commercianti valuta inoltre l’eventuale regime contributivo agevolato del forfettario, i requisiti e gli effetti pensionistici. Per un professionista con cassa valgono le regole della sua cassa, non quelle scelte per comodità in un simulatore.

Considera anche gli altri redditi e le detrazioni personali. L’imposta sostitutiva non si riduce con le detrazioni IRPEF ordinarie, ma queste possono trovare capienza nell’IRPEF dovuta su altri redditi. Non è quindi corretto dire che un forfettario perda sempre tutte le detrazioni; è necessario vedere la dichiarazione complessiva. Per il lavoro dipendente il limite applicabile nel 2026 è un controllo distinto dalla convenienza.

Un investimento va confrontato su più anni

Un acquisto importante può comportare IVA, deduzioni distribuite nel tempo, costi di finanziamento e maggiori ricavi futuri. Il solo confronto dell’imposta del primo anno può essere fuorviante. Non trattare l’intero prezzo di un bene come costo immediatamente deducibile senza verificare le regole del bene e del soggetto.

Confronta almeno un periodo che comprenda l’avvio dell’investimento e il suo utilizzo: quando si paga, quando produce ricavi e quale parte può essere dedotta in ciascun esercizio? Valuta anche cosa accade se i ricavi crescono. La distinzione tra 85.000 e 100.000 euro riguarda accesso e fuoriuscita, non una soglia universale di convenienza economica.

Non cambiare regime senza preparare il passaggio

Prima di esercitare un’opzione o gestire una fuoriuscita, controlla fatture, incassi, beni, scorte, crediti IVA e possibili rettifiche. Possono esserci effetti sui periodi successivi e vincoli dell’opzione. Il momento e gli adempimenti del cambiamento vanno definiti sul caso concreto, evitando di applicare alternativamente i due regimi alle operazioni in base a ciò che conviene.

Anche il maggior lavoro amministrativo ha un costo da inserire nel confronto. Un risparmio fiscale teorico può ridursi se richiede una gestione non considerata; al contrario una contabilità più informativa può sostenere scelte imprenditoriali utili, purché l’incarico comprenda davvero quel supporto.

I dati da portare per una simulazione attendibile

Prepara incassi previsti, categorie di clienti, costi documentati, acquisti programmati, posizione previdenziale, altri redditi e detrazioni utilizzabili. Specifica se i prezzi sono finali o al netto dell’IVA, se ci sono collaboratori e come potrebbe evolvere l’attività. Non basta il fatturato annuo senza la sua composizione.

Il confronto per la gestione della Partita IVA deve restituire scenari leggibili: reddito imponibile, imposte, contributi, spese effettive e disponibilità residua. La scelta più adatta è quella sostenibile per il progetto e compatibile con le regole, non necessariamente quella con la percentuale nominale più bassa.

Domande frequenti

Se i costi superano il 22% dei compensi devo scegliere l’ordinario?

No. Con un coefficiente del 78% il 22% è la quota di costi riconosciuta forfettariamente, non il punto universale di pareggio tra i regimi. Aliquote, contributi, IVA e altri redditi possono cambiare il risultato.

Posso dedurre l’acquisto del computer nel forfettario?

Il costo non si deduce analiticamente dal reddito forfettario. Rimane una spesa effettiva da considerare nel budget; anche la relativa IVA, normalmente, non è detraibile.

Essere sotto 85.000 euro garantisce l’accesso?

No. Occorre verificare anche gli altri requisiti e le cause di esclusione, comprese quelle legate a lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con il datore di lavoro.

Per approfondire

Legge 190/2014 · Art. 1, commi 54–89, con successive modificheAgenzia delle Entrate · Circolare 10/E del 2016, archivio MEFINPS · Aliquote Gestione Separata 2026INPS · Gestioni artigiani e commercianti, contributi 2026

Quale regime è più adatto ai tuoi numeri?

Partiamo da costi, clienti e investimenti per confrontare le alternative nel tuo caso.

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